Mutatis mutandis

"Propongo ai leader del centrodestra di confrontarci apertamente e di definire una volta per tutte una carta d'identità e dei valori della nostra coalizione. Un grande dibattito politico non un manifestino di intellettuali".
(Marcello Pera, FI, "Caro Silvio, sui valori basta gag da Bagaglino", La Stampa, 10 febbraio 2007).

"Non so se posso dirlo, ma quando sono solo mi piace mangiare in mutande".
(Marcello Pera, allora presidente del Senato, Tg2, 21 ottobre 2002).

"Silvio Berlusconi canta, e fin qui la notizia non c'è. Però la musica non è di Apicella ma di Bernstein, non siamo nelle ville sarde ma sul palcoscenico del Théâtre du Châtelet di Parigi e la tenuta del Cavaliere non è esattamente ministeriale: tutto nudo tranne slip e cravatta, tricolori gli uni e l'altra, e un bicchiere di rosso in mano (niente bandana, peraltro). Silvio è in buona compagnia, perché chi suona, fischia e canta con lui sono Bush, Blair, Chirac e Putin. È il Candide di Leonard Bernstein secondo il regista canadese Robert Carsen, in replica a Parigi fino a San Silvestro".
(La Stampa, 27 dicembre 2006).

- Lei ha fatto anche il giornalista al Secolo. "Sono stato assunto, licenziato, e poi riassunto". - Andava in redazione in mutande. "Faceva un caldo tremendo. Io mi toglievo il vestito, lo appendevo a una stampella, e quando finiva il lavoro me lo rimettevo bello e asciutto".
(Teodoro Buontempo, An, intervistato da Claudio Sabelli Fioretti, Sette, 13 settembre 2001).


"Albertini passerà alla storia non tanto per essere stato il primo sindaco sostenuto sia dalla Fiat che da Berlusconi, e nemmeno per l'impronta che ha dato alla città. Quanto per due perle: è stato il primo sindaco che ha avuto per vice un ex-fascista; ma soprattutto è stato colui che, essendo un po' naif, ha sfilato con un bel paio di mutande a fianco dello stilista Valentino". (La Padania, "Albertini, un generale in mutande", 18 novembre 1998).

"Provo emozione, ho vissuto gli anni di piombo. Ringrazio i giovani di An, ringrazio Bertinotti per aver accettato l'invito. Le idee non sono come le mutande, che si cambiano una volta al giorno, sono le linee guida per cambiare la società. Tra tanti voltagabbana, stimo la coerenza di Bertinotti, il modo con cui si batte per le sue idee, il suo rigore morale, l'eleganza". (Gianfranco Fini alla Festa nazionale di Azione Giovani, la Repubblica, 16 settembre 2006).

"Quali diritti possono vantare i gay: il diritto di scambiarsi le mutande, forse?".
(Umberto Bossi a un'assemblea di leghisti a Sant'Angelo Lodigiano, 2 novembre 2000).

"Non bisogna legittimare le coppie gay, sennò poi tocca procurargli la casa, la pensione e quant'altro... La sinistra europea vuole far passare le sue forzature sulla famiglia omosessuale. Questi qui vogliono soltanto un clima da mutande libere, altroché!". (Umberto Bossi, la Padania, 2 ottobre 2000).

"Io sono uno che deve andare in giro con le mutande di ghisa perché altrimenti... certo che D'Alema non le ha messe e vede come è finito, i suoi amici lo hanno sistemato. Peccato, perché D'Alema era uno che poteva fare le riforme, ma ora rincorre i girotondini...". (Umberto Bossi, la Repubblica, 24 novembre 2002).

Il segreto dei Pulcinella

"Riformare il segreto di Stato, in modo da determinare preventivamente, in via legislativa o regolamentare, i criteri per la sua apposizione e dare un chiaro fondamento normativo al potere del governo di dichiarare segreti o riservati atti, documenti, notizie ed attività, prevedendo entro un termine definito la sua decadenza obbligatoria e automatica" (da "Per il bene dell'Italia - Programma di Governo 2006-2011", pag.82, marzo 2006).

"Rispetto alla vicenda del sequestro di Abu Omar, riteniamo che non ci sia alcuna esigenza di porre il segreto di Stato" (Giovanni Lorenzo Forcieri, sottosegretario alla Difesa del governo Prodi, dinanzi alla commissione Difesa del Senato, Ansa, 11 luglio 2006).

"Romano Prodi, impegnato in una delicata sessione del G8, a San Pietroburgo, non interviene sulle questioni di politica interna e mantiene la posizione di 'attesà per quanto riguarda la vicenda Abu Omar e l'interrogatorio di Nicolò Pollari.

Un interrogatorio nel corso del quale il dirigente del Sismi avrebbe, in diversi passaggi, invocato il segreto di Stato. Una procedura che in ambienti di governo viene definita corretta quando si tratta di argomenti che coinvolgono la sicurezza dello Stato sui quali, appunto, è stato apposto il segreto.

Su questa materia il governo non far altro che ''attendere', mantenersi 'in rispettosa attesa degli sviluppi dell'inchiesta', si rileva ancora chiarendo che sulla questione del segreto di Stato l'esecutivo non può intervenire e prendere una decisione (se mantenerlo o toglierlo) fino a quando non c'è una specifica richiesta dei giudici al riguardo.

Resta l'auspicio che si faccia 'chiarezzà su tutta la vicenda in tempi rapidi. E questo è un compito - si ribadisce in ambienti di Palazzo Chigi - che spetta alla magistratura. Se poi saranno accertate delle responsabilità, queste dovranno essere punite" (Ansa, 16 luglio 2006).

"Il Governo ha ritenuto violato il segreto di Stato, attivando, dinanzi alla Corte costituzionale, il conflitto con l'autorità giudiziaria di Milano, sui rapporti tra agenti del Sismi e agenti stranieri, per ciò che concerne il sistema organizzativo ed operativo del Sismi medesimo. In altre parole, signor Presidente, in occasione dell'indagine sul sequestro di Abu Omar, l'autorità giudiziaria ha acquisito elementi informativi, anche di carattere documentale, attinenti alla identità di 85 dipendenti del servizio, intercettandone le utenze cellulari in uso, nonché elementi attinenti alla struttura e alle logiche di funzionamento del servizio medesimo, non direttamente afferenti al sequestro in questione. Il materiale sequestrato, altresì, prevede che siano ritenute lese, da parte del Governo, le prerogative di secretazione, nonché gli esiti delle indagini effettuate a carico degli agenti del Sismi, depositati in occasione della richiesta di rinvio a giudizio. Concludendo, signor Presidente, va chiarito che per l'aspetto dell'acquisizione di materiale classificato da parte dell'autorità giudiziaria, nonché di elementi informativi comunque sottratti alla diffusione, il Governo provvide ad apporre il segreto di Stato per impedire l'utilizzazione degli esiti di tali accertamenti. Si tratta ora di attendere il provvedimento della Consulta, che potrà fornire ulteriori ed utili elementi di valutazione ai fini delle determinazioni da assumere" (Francesco Rutelli, vicepresidente del Consiglio, alla Camera, 14 febbraio 1007).

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